Sabato, 15 12 2018
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Stato dell'arte della rete assistenziale del dolore cronico non oncologico nel Lazio

Convegno 7 Dicembre 2018
Polo Didattico
(Piazza Oderico da Pordenone, 3)

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La legge 38/2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alla rete delle cure palliative e alla terapia del dolore” ha rappresentato per il nostro Paese una punta di eccellenza. La Regione Lazio ha recepito immediatamente la legge con due Decreti del Commissario ad Acta: il DCA 83/10 che ha fornito il modello progettuale per la costituzione della rete assistenziale integrata ospedale-territorio per la cura del dolore cronico non oncologico e il DCA 84/10 che disegnato il modello progettuale per la costituzione della rete delle cure palliative.

La rete per il dolore cronico prevede specificatamente tre diversi livelli articolati nelle funzioni di Hub, Spoke e AFT; la struttura di accesso alla rete è collocata a livello territoriale, e si appoggia ai Punti Unici di Accesso distrettuali. La rete deve garantire la prossimità delle cure, funzioni specialistiche multidisciplinari (tramite gli Spokes) e funzioni diagnostiche e terapeutiche ad elevato contenuto tecnologico per forme rare e complesse (Centri Hub). I livelli territoriale e ospedaliero svolgono attività di diagnosi e cura secondo linee guida e protocolli condivisi, assicurando la presa in carico e la totalità del percorso diagnostico-terapeutico nei casi per i quali è possibile fornire le prestazioni richieste. I pazienti conferiscono ai centri Hub nei casi rari e complessi in cui gli interventi necessari siano caratterizzati da ricorso a tecnologie sofisticate ed alta specializzazione.

Purtroppo l’applicazione della Legge non è ancora omogenea sul territorio nazionale; anche nella Regione Lazio, nonostante la legge sia stata prontamente recepita, la rete assistenziale e organizzativa è ancora insufficiente. Ancor più critica è la terapia del dolore riferita al paziente pediatrico laddove la mancanza di informazioni epidemiologiche aggiornate sul dolore del bambino e ritardi di ordine culturale, professionale e organizzativo hanno influito negativamente sullo stato dell’arte della terapia del dolore pediatrico. A oggi solo in quattro ospedali pediatrici italiani è previsto un ambulatorio di terapia antalgica.

Non di minore rilevanza sono gli aspetti legati all’appropriato trattamento del dolore legati in taluni casi all’abuso di oppioidi maggiori, spesso anche dove questa tipologia di farmaci, secondo le linee guida, non sono indicati, provocando fenomeni di dipendenza; in altri casi si assiste al sottoutilizzo dei farmaci analgesici oppioidi orali e transdermici, nonostante la L.38 ne abbia liberalizzato la prescrizione, possibile su ricettario SSR.

Tutto ciò non può che ripercuotersi sulla qualità di vita delle persone.

Il rilancio dei Distretti nella Regione Lazio

Convegno 6 Luglio 2018
Polo Didattico
(Piazza Oderico da Pordenone, 3)

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La funzione del Distretto nella vigente normativa è ben chiara e si può così sintetizzare:

  • Garantisce la tutela e la promozione della salute secondo criteri di equità, appropriatezza, accessibilità e qualità dei percorsi sanitari e socio-sanitari e delle prestazioni erogate alla popolazione di riferimento;
  • Svolge un ruolo strategico, sia nella costituzione di reti assistenziali con baricentro territoriale, sia come facilitatore dei processi d'integrazione multiprofessionali e interdisciplinari;
  • Assicura qualità e appropriatezza, sia delle prestazioni erogate dai professionisti (dipendenti e convenzionati) che dei percorsi di presa in carico;
  • Garantisce, sulla base del profilo di salute della popolazione, della valutazione e analisi dei bisogni e dell'analisi dell'offerta, i servizi di accoglienza, i servizi di assistenza primaria e i percorsi di presa in carico, ciò anche mediante un'adeguata funzione di committenza interna ed esterna.

Nonostante le evidenti indicazioni previste dalla normativa, è da segnalare l'esistenza di modelli organizzativi e strutturali dei Distretti fortemente disomogenei fra le aziende sanitarie della Regione Lazio, che rendono tali funzioni difficilmente realizzabili con conseguente depauperamento delle risorse assegnate che potrebbe compromettere il futuro dell'assistenza territoriale con ripercussioni sull'intero "Sistema Salute".

Le decisioni regionali degli ultimi anni, che hanno visto l'avvio delle Case della Salute e rilevanti modifiche nell'offerta dell'assistenza primaria, sono state un importante avvio di un processo di cambiamento, che necessita di una forte accelerazione, mettendo insieme tutti i fattori trainanti il cambiamento.

L'obiettivo di questo Convegno è quello di mettere insieme le migliori proposte per rendere possibile un cambio di marcia all' inizio di questa legislatura. Incontrarsi e confrontarsi è da sempre lo strumento ideale per rendere operative le necessarie modifiche operative e di indirizzo, volte ad assegnare al Distretto il ruolo di "Struttura Aziendale di sanità pubblica", capace quindi d'innovare le organizzazioni e rendere possibile una risposta esaustiva ai bisogni di salute, attraverso un approccio proattivo di presa in carico delle persone, di partecipazione e di prossimità..

Appropriatezza prescrittiva e aderenza alla terapia

Convegno 26 Maggio 2017
Polo Didattico
(Piazza Oderico da Pordenone, 3)

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In un momento di profonde trasformazioni del mondo sanitario è evidente che affrontare argomenti, come l'appropriatezza prescrittiva e l'aderenza terapeutica, risulta essere strategico per rispondere alle nuove necessità di salute, in un contesto di risorse inadeguate. Questo scenario può portare a valutazioni e soluzioni diverse a seconda dei ruoli in cui si è chiamati a operare.

È sempre viva e presente l'esigenza di intercettare il reale bisogno di salute governando nel contempo la domanda. La riduzione della domanda non appropriata, s'inserisce in una politica tesa sempre più alla razionalizzazione della spesa e a una allocazione equa e appropriata delle risorse.

Negli ultimi anni in tutti i Paesi sviluppati si è assistito a una crescita esponenziale della domanda di prestazioni sanitarie. È necessario governare tale fenomeno razionalizzando al massimo le strategie di offerta.

Il Convegno si prefigge l'obiettivo di affrontare questi argomenti, cercando di dare risposte e di fornire, sia agli Operatori della sanità che ai Decisori regionali, gli strumenti per consentire una gestione virtuosa delle risorse, una migliore qualità di cura del paziente, nel rispetto dei principi di equità.

Accorpamenti delle Aziende Sanitarie

Convegno 14 Dicembre 2016
Aula "A. Celli"
Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive
"Sapienza" Università di Roma (Piazzale Aldo Moro, 5)

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Il numero delle Aziende Sanitarie si sta progressivamente riducendo. Si è passati dalle 228 del 1995 alle attuali 119, fenomeno particolarmente marcato negli ultimi anni. I dati del Ministero della Salute confermano questo andamento: 147 nel 2010, 139 nel 2015 e 119 nell’aprile del 2016. Questa tendenza si accentuerà nei prossimi mesi. In alcune Regioni sono in avanzata fase di studio normative che ridurranno ulteriormente il numero. Nel Veneto le Aziende dovrebbero ridursi a sette dalle attuali 21, una per provincia oltre all’Azienda “Zero” che si occuperà di programmare la sanità veneta, nel Lazio dalle attuali 10 si prevede la riduzione a 6 (due per la città di Roma), in Sardegna dove, delle attuali 8 Asl, è stata creata l’unica Azienda denominata Asur, ripetendo l’esperienza già realizzata nelle Marche.

Gli accorpamenti delle Aziende sanitarie possono essere una concreta risposta alle necessità di efficacia, di efficienza e di sostenibilità per i prossimi anni, eliminando gli sprechi, controllando la domanda, migliorando la salute della popolazione?

Può questa nuova riorganizzazione porre rimedio alla progressiva uscita dal servizio sanitario nazionale di parti crescenti di popolazione, all’inarrestabile indebolimento del servizio, all’apertura di enormi spazi del privato profit e non profit nei settori della produzione e dell’offerta dei servizi e delle assicurazioni integrative e sostitutive?

Il Convegno, prendendo spunto dalla letteratura internazionale e con un approccio di Evidence-based Healthcare, cercherà di dare risposte a queste domande e avrà il compito di verificare se questo fenomeno, che appare inarrestabile, abbia concreti rischi che gli obiettivi auspicati dai decisori regionali non siano raggiunti con rilevanti ripercussioni sull’assistenza e sulla capacità di tenuta del SSN.

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Distretti Sanitari Laziali

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